Villabianca di Modena

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Young! - Il blog dei giovani di Villabianca


13 aprile 2008

Le brache delle colline villabianchesi necessitano di bretelle

Si passeggia civilmente sulle colline di Villabianca. E volentieri. Con piacere, se si indossano calzoni comodi, ben saldi alla cintura o ben allacciati con un bel paio di bretelle. Questo basta. A passeggio su queste colline, si sa, la pace, paesaggistica e non, domina - una sottospecie di pax augustea, dove i conflitti vengono risolti a suon di pubblicita' monumentale... -. Qui nessuno puo' derubarvi delle vostre braghe, insomma, e quindi non si corre il rischio di essere svergognati dalle sguaiate risa e sbeffeggi dell'intera comunita', che vi osserva dai picchi e dai clivi mentre il malcapitato a gambe nude saltella qua e la' come una cavalletta tra un cespuglio e uno sbuffo d'erba per nascondere alla bell'e meglio le proprie vergogne. Niente paura! Villabianca omnia venalia (non) est! Per dirla alla Giovenale... Ma dato che di latinorum e latinorum si finisce in braghe di tela, traduciamo: a Villabianca la natura non e' in vendita. Anzi ci troviamo in un sinuoso locus amoenus dove la natura e' ancora pura. Ma mettansi a capo retorica e pubblicita'. L'ossessione per le brache nasce da uno spezzone di uno spettacolo di Beckett, autore di teatro, protagonista in primo piano del teatro dell'assurdo novecentesco, che prende il nome di "Finale di Partita". Non a caso il 10 aprile, dicasi venerdi', al teatro Dada' di Castelfranco e' stata rappresentata proprio questa fantomatica piece. ( questi due protagonisti, in piedi Clov, seduto Hamm) Bene, a un certo punto Nagg, il padre di Hamm, racconta la storiella del sarto: Nagg - Un inglese... (fa una faccia da inglese, riprende la propria espressione)... avendo bisogno d'urgenza di un paio di pantaloni a righe per le feste dell'anno nuovo, va dal suo sarto che gli prende le misure. (Voce del sarto) " Ecco fatto, ritorni tra quattro giorni, saranno pronti." Bene. Quattro giorni dopo. (Voce del sarto) " Sorry, torni tra otto giorni, ho sbagliato il fondo". Bene, d'accordo, il fondo non e' una cosa semplice. Otto giorni dopo. (Voce del sarto) "Desolato, ritorni fra dieci giorni, ho sballato il cavallo". Bene, d'accordo, il cavallo e' una cosa delicata. Dieci giorni dopo. (Voce del sarto) "Spiacente, torni tra quindici giorni, l'apertura e' venuta male". Bene, effettivamente una bella apertura pone dei problemi. [...] (Pausa. Voce di narratore) Insomma, per farla breve, un giorno dopo l'altro, arriva la Santa Pasqua e sbaglia le bottoniere. (Faccia, poi voce del cliente) "Goddam, sir, ma dove andiamo a finire, e' una cosa indecente, ci sono dei limiti! In sei giorni, ha capito, in sei giorni Dio ha fatto il mondo. Proprio cosi', egregio signore, il mondo! E lei non e' stato capace di fare un paio di pantaloni in tre mesi!" (Voce del sarto, scandalizzato) "Ma Milord! Ma Milord! Guardi... ( gesto di disprezzo, con disgusto)... il mondo... (pausa)... e guardi... ( gesto amorevole, con orgoglio)... i miei pantaloni!". Prendiamoci il tempo del sarto, tre, quattro o cinque mesi, per realizzare qualcosa di piu' bello del mondo. Fuori di casa "hills like white elephants". Lasciamo l'arte di fare scelte avventate ai plutocrati,
ai lotofagi, agli escatologi, agli ipertrofici.
Le officine delle colline villabianchesi sono al lavoro e le sartorie stanno cucendo ottime bretelle. Il motto di oggi: natura salvaguardata, pace canonizzata. Canzone: Declare indipendence, Bjork

postato da palach il 13 aprile 2008 alle alle
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